Falsa memoria – Recensione

In Falsa memoria: l’agorafobia, il terrore degli spazi aperti, è una patologia che può arrivare al punto di richiedere un serio supporto psicologico. Per questo motivo Susan si decide a ricorrere allo psichiatra dell’amica Martie. Ma ecco che attorno a lei sembra che i più svariati disturbi psichiatrici inizino a coinvolgere tutti, dal marito al cognato.

Ad aggravare la situazione iniziano a verificarsi troppi omicidi in luoghi vicini e riguardanti persone vicine a lei ma in spazi temporali di cui lei ha serenamente memoria di essere altrove. Finchè un giorno inizia qualche piccolo vuoto, qualche ricordo che sembra stonare con le sensazioni reali, qualche altro che sembra cucito ad arte..un turbinio di emozioni che le fa capire di essere molto più coinvolta di quanto pensasse. Il ritmo di Falsa Memoria è in crescita e la storia si alterna con il punto di vista dell’assassino che puntualmente si congeda dal luogo dell’omicidio recitando un Haiku creato per l’occasione.

Falsa memoria è un capolavoro dal ritmo mozzafiato, riuscirete a vedere tutti ma proprio tutti i suoi protagonisti nelle vesti dell’assassino, fino al geniale epilogo finale.

Se lo consiglio?

Questo è il classico libro per cui mi state un pò antipatici solo all’idea che voi dobbiate ancora vivere l’emozione di leggerlo per la prima volta.

Koontz Falsa memoria

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Immagine del libro tratta da https://picclick.it/

Voto dei miei Fun 100

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LA MIA SENTENZA

Ritmo

9

Suspance

10

Qualità di scrittura

10

Immedesimazione nei protagonisti

9